Comprare una casa per un bulbo di tulipano: anatomia della prima follia finanziaria della storia (e del suo crollo)
I meccanismi psicologici della bolla dei tulipani sono identici a quelli dei moderni mercati azionari o dei meme-stock? No, ma la storia della bolla dei tulipani nel ‘600 resta una di quelle da conoscere nei dettagli per capire come irrazionalità ed emotività possano creare… disastri!
La Tulipanomania
Provate a immaginare una società in cui un singolo bulbo di un fiore (tulipano, nel nostro caso) possa valere più del reddito annuale di un professionista o di un artigiano specializzato, o addirittura quanto una lussuosa casa nel centro della città più ricca del mondo. Sembra la trama di un romanzo fantasy scritto da un demente appassionato di botanica, ma è esattamente ciò che accadde nella Repubblica delle Sette Province Unite (gli attuali Paesi Bassi) nella prima metà del Seicento. Quella che la storia ricorda come la “Tulipanomania” è considerata a tutti gli effetti la prima grande bolla speculativa documentata dell’era moderna, un modello perfetto che ancora oggi spiega come la psicologia di massa possa accecare la razionalità economica, producendo bolle che poi sfociano in catastrofi.
Parlano di soldi, i tulli, tulli, tullipan…
Nonostante oggi parlare di Olanda e tulipani sia praticamente un unicum, tali fiori non sono in alcun modo un’essenza autoctona dei cosiddetti Paesi Bassi – anzi – anche se poi fu proprio lì che, per svariate condizioni ambientali, trovarono perfetta situazione trofica. Erano stati infatti introdotti in Europa dall’Impero Ottomano verso la fine del XVI secolo e, rari ed esotici sulle prime, rapidamente poterono divenire uno status symbol supremo tra l’élite olandese. A rendere questi fiori irresistibili era una caratteristica particolare: a causa di un virus innocuo per la pianta (il Tulip Breaking Virus), alcuni bulbi producevano petali dalle venature multicolori spettacolari e del tutto imprevedibili. Possedere un tulipano pezzato significava esibire una ricchezza e un gusto straordinari. In breve tempo, la domanda surclassò l’offerta, dando il via a una vertiginosa scalata dei prezzi mai conosciuta prima per un “bene” assolutamente effimero e voluttuario.
La nascita dei “bulbi-futures”
L’aspetto interessante dal punto di vista economico/finanziario è che il mercato si evolse in modo sofisticato. Insomma, poiché i bulbi potevano essere estratti dal terreno solo in estate, i commercianti iniziarono a firmare contratti davanti ai notai per acquistare i bulbi che sarebbero stati raccolti mesi dopo. Così, gli olandesi avevano inventato una sorta di contratti “future”, che venivano ironicamente chiamati windhandel, ovvero il “commercio del vento”, poiché si compravano e vendevano beni che non erano ancora fisicamente disponibili. Attirati dai guadagni facili, artigiani, marinai, spazzacamini e contadini iniziarono a vendere le proprie proprietà e i propri strumenti di lavoro pur di speculare sui contratti a lungo termine dei tulipani.
Nel picco massimo della bolla, tra il 1636 e il gennaio del 1637, un singolo bulbo della rarissima varietà Semper Augustus arrivò a costare circa 5.000 fiorini. Per darvi un parametro di confronto, con quella cifra all’epoca si potevano acquistare dodici acri di terreno (circa 5 ettari). Oppure un intero pacchetto di beni di prima necessità comprendente tonnellate di grano, buoi, maiali, botti di vino e tonnellate di formaggio. In città, era il valore di un piccolo appartamento in centro. In campagna, di una modesta fattoria.
Una cosa è la fiducia, un’altra la follia alimentata dall’avidità: …e infatti!
La speculazione si reggeva su un unico presupposto, del tutto irrazionale (anzi, praticamente folle): l’idea che il prezzo sarebbe salito per sempre e che ci sarebbe sempre stato qualcuno “più sciocco” disposto a comprare a un prezzo maggiore.
L’incantesimo si ruppe improvvisamente il 3 febbraio 1637 nella città di Haarlem. Durante una regolare asta di bulbi – una come tante – un venditore propose un prezzo di partenza standard (fra quelli più elevati), ma per la prima volta nessuno rilanciò. Il silenzio nella sala d’asta si trasformò rapidamente in panico generalizzato. La notizia che non c’erano più compratori si diffuse quindi con un passaparola frenetico in tutto il Paese nel giro di poche ore.
Risultati: 1) il mercato crollò verticalmente del 90% in pochi giorni (nei giorni successivi, perse ancora e poi ancora…); 2) chi aveva firmato mesi prima contratti impegnandosi a pagare fortune astronomiche per ogni bulbo si ritrovò sul lastrico, proprietario di fiori che di lì a breve avrebbero avuto il valore commerciale delle comunissime cipolle.
Anzi, anche meno, dato che i bulbi di tulipano non si mangiano…
La nascita di un paradigma
La Tulipanomania olandese ha in ogni caso definito lo schema classico di ogni crisi finanziaria successiva.
Come nascono le crisi (sembrando “altro” sulle prime), come si mantengono, come si “auto-dopano” e infine come collassano. Dalla bolla della South Sea Company nel Settecento, fino alla febbre delle dot-com nel 2000, alla crisi dei mutui subprime del 2008 e alle oscillazioni delle moderne crypto, la dinamica della mente umana (e delle crisi finanziarie) resta invariata. L’avidità si trasforma in > euforia; l’euforia genera > emulazione e l’emulazione spegne > la logica, finché la realtà non bussa alla porta, ricordandoci che il valore reale di un bene non può vivere per sempre nel vento delle illusioni.
Ecco perché è importante conoscere bene e nei dettagli la storia dell’economia.
Ecco perché è vitale affidarsi sempre a dei professionisti esterni e indipendenti – lucidi e razionali, colti e capaci – il cui mandato etico e morale non sia mai solo quello di “farci guadagnare” (che è scontato), quanto piuttosto quello di aiutarci a proteggerci da noi stessi, tenendo sotto controllo i peggiori nemici di chi voglia fare investimenti: la paura e l’euforia nel segno della più sterile avidità fine a sé stessa, condita da flussi irrazionali d’emozioni.
PS. Non è per farci pubblicità, ma perché è un fatto: come Vision SCF, siamo qui solo per questo…
Andrea Aromatico

